LA CALMA IN MEZZO AL SILENZIO

L'URLO DI PIZARRO SPEZZA IL VUOTO DEL MEAZZA. CRUZ FALLISCE UN RIGORE E SOLARI SBAGLIA L'IMPOSSIBILE: L'AUTOLESIONISMO CONTINUA


Per la seconda volta di fila l'Europa casalinga dell'Inter corrisponde ad una partita senza pubblico, strascico dell'ultimo euroderby e del petardo lanciato a Dida dal secondo anello verde. Al silenzio non si fa l'abitudine, non dopo soli novanta minuti contro lo Shaktar, tanto che i nerazzurri portano a casa i tre punti con il minimo scarto (è la terza volta di fila) contro un avversario non eccezionale. Da segnalare che, al di là delle condizioni di nulla degli spalti, la squadra di casa tende furentemente al masochismo. Passa in vantaggio dopo tre minuti, ma il guardalinee annulla per un fuorigioco che non c'è, dopodichè rischia di prendere un gol in contropiede con capitan Cordoba che arriva in clamoroso ritardo su Lovenkrands, chiude la prima frazione sbagliando un rigore con Cruz e fallendo un'altra occasione con Figo. La ripresa si apre con il gol di Pizarro, gentilmente omaggiato dalla deviazione in barriera di Prso, la partita resta in fase di stallo per lungo tempo e a parte l'aberrante amnesia offensiva di Solari praticamente non si riprende più. La pochezza degli scozzesi dalla metà campo in su e alquanto imbarazzante, soprattutto se contiamo che Materazzi è in forma mondiale con qualche mese di anticipo e Julio Cesar agguanta in presa alta ogni oggetto che passa sulla sua testa, spezzando sul nascere i tentativi dei Rangers di spuntarla per vie aeree. Mancini resta in piedi fino alla fine, poi tira un sospiro di sollievo. Il turnover ha funzionato, l'Inter ha vinto e i cardini della squadra hanno riposato. Ora la Juventus. Come direbbe Pino Daniele, tutta n'ata storia.
LE FOTO DEI GOL, IL TABELLINO E LE PAGELLE

Mercoledì 28-09-2005