PASSA L'INTER, MA NON E' QUELLA VERA

SOLO L'INGRESSO DI PIZARRO RIESCE A DARE LA SCOSSA AD UNA SQUADRA STANCA E SVOGLIATA. OTTIMO RECOBA


Per vincere una coppa bisogna faticare. Quando la si gioca contro la Juventus a Torino, in un periodo in cui le gambe sono ancora abbastanza pesanti, il tutto va moltiplicato per tre. Lo hanno sperimentato ieri sera sulla propria pelle alcuni degli elementi più importanti dell'Inter, impegnata nel ritorno del turno preliminare di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. Dopo lo 0-2 dell'andata l'incontro pareva essere una formalità e la rete di Recoba ha dato ancora maggiore tranquillità ai giocatori. Troppa. Già perchè l'Inter, dopo il guizzo del Chino, spegne la luce per circa un'ora, vittima della scarsa vena di Veron e Adriano e dell'irritante apatia di Stankovic, trafitta da Elano e scoperta in difesa. Più di un tempo in affanno, prima dell'ingresso di Pizarro. Il cileno ci mette cinque minuti a carburare, il tempo di capire come non pestarsi i piedi con Veron, che dovrebbe stare a destra ma proprio non ce la fa. Così allo Shakthar restano ancora due occasioni da sprecare, prima di abbandonare ogni velleità e di rischiare di subire il 2-0 ad opera di Solari. Si sveglia anche Adriano, solo negli ultimi dieci minuti della sua partita. Gli istanti passano, gli ospiti frenano e l'Inter porta a casa un pari che significa Champions League, ma anche un passo indietro a livello di gioco. Il Treviso, e il campionato, sono alle porte, ma stavolta il Meazza sarà pieno e l'aspetto psicologico non sarà più da considerare un'incognita. Il fantasma del pubblico, a giudizio di Mancini, ha influito non poco sulla prestazione dei suoi. Se il tecnico avesse ragione ci sarebbe da preoccuparsi, perchè i nerazzurri hanno ancora tre turni da scontare. E infatti Facchetti si sta adoperando per proporre un'alternativa all'UEFA. Funzionerà?
LE FOTO DEI GOL; IL TABELLINO E LE PAGELLE





Mercoledì 24-08-2005