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MEMORIE DAL PRIMO ARANCIO
cambiassomilan2007Punizione. Pirlo. Gol. Porcaccia la pupazza. Siamo sotto. Ma lo eravamo anche lo scorso anno e aveva segnato Ronaldo, psicologicamente una mazzata. Se ci siamo ripresi allora, penso, ce la faremo anche oggi. Con una squadra così, contro un portiere così, cosa vuoi che perdiamo? Che poi mi tocca evitare il pandoro a tavola per non farmelo andare di traverso. Ero sicuro che non avremmo perso. L'ho detto e lo ripeto, abbiamo una squadra in grado di vincere anche in condizioni precarie, senza tre o quattro elementi importanti a centrocampo, con Samuel che si spacca di brutto durante la partita. Senza Ibra, che ha fatto da comparsa. Con i soliti Cruz e Cambiasso. Sempre più gregari di gran lusso, capaci di fare pentole e coperchi. A portieri invertiti sarebbe finita in modo diverso, dicono i maligni. Se anche così fosse, non possiamo portare la croce noi interisti per una scelta di mercato sbagliata dai nostri avversari. Noi al portiere non abbiamo nemmeno dovuto pagare il cartellino...
SUPERMARIO
balotellireggina2007Siccome in attacco non ne avevamo abbastanza, se n'è aggiunto un altro. Mario Balotelli Barwuah, detto SuperMario, uscito dalle secche di una tenera età vissuta tra le culle degli ospedali. Per mia fortuna avevo già avuto modo di osservarlo nelle giovanili nerazzurre, quando lo scorso anno vinse il titolo di Campione d'Italia con la Primavera, dall'alto di una carta d'identità che alla voce "data di nascita" recita 1990. Diciassette anni, un fisico da corazziere con i piedi di Fred Astaire e la sfrontatezza di un tipetto che ha avuto ben altre grane da affrontare, rispetto a un raddoppio di marcatura. Alla prima assoluta da titolare in una gara ufficiale con la prima squadra, Balotelli ha messo dentro due gol. Facili facili, ma a diciassette anni l'importante è essere lì. E lui c'era anche quando si è trattato di sbagliare un gol in maniera grottesca e di sfiorare nuovamente il tris con un destro a giro. A fine partita pare che il Mancio abbia chiesto conto di quell'errore a porta sguarnita. 'Sti giovani, sempre meglio tenerli sull'attenti, che non si sa mai.
BALLIAMO SUL MONDO
suazocagliari2007Se questi sono i campioni del mondo, noi siamo fra i 13 e i 22 punti sopra il tetto del globo. Dipenderà dal risultato del derby e delle tre partite che i nostri cugini disputeranno nell'anno che verrà. Intanto, per non lasciare niente di intentato, anche a Cagliari questi tre punticini li abbiamo messi in saccoccia, nonostante un primo tempo al piccolo trotto. Il tridente non convince, perché Crespo non è ancora Crespo e soprattutto perché abbiamo due marziani a metà campo come Cambiasso e Zanetti, ma dopo un periodo senza sosta come l'ultimo a cui ci siamo sottoposti non possiamo chiedergli anche di pulire i cessi del Sant'Elia. C'è un derby da affrontare e penso (spero) che si torni all'antico. Stankovic non tornerà, Jimenez men che meno, su Figo e Vieira ho già messo una pietra sopra (solo in chiave stracittadina, sia ben chiaro). Il Cruz di questi tempi sarà invece la spalla del rientrante Ibra e non possiamo che gioirne. Anche a Cagliari le castagne del fuoco le ha tolte lui, tirando in porta quando anche il sottoscritto gli intimava il passaggio largo all'accorrente compagno di squadra. Non è un caso che lui giochi in serie A e io faccia fatica ai giardinetti.
CONFERME
cruzpsv2007Se quel famoso coro per Ganz lo rifacessimo in chiave Cruz non sarebbe male, vista la prolificità dell'argentino. Ormai siamo veramente all'assurdo, nel senso che il giocatore è diventato indispensabile anche in partite che contano veramente poco. Contro il PSV bastava non far del male al proprio morale e al fisico di alcuni giocatori chiave, tanto che Mancini ha rispolverato un tridente che non si vedeva da tempo immemore, spedendo in campo chi ha bisogno di spazio per guadagnarsene dell'altro. Coloro i quali avevano i riflettori puntati addosso hanno centrato in pieno l'obiettivo primario, ovvero dichiararsi, nei fatti, disponibili in caso di bisogno. Nell'ordine: Rivas non è un mostro di tecnica (Chivu a parte, chi lo è tra i nostri centrali), ma intanto fa paura solo pensare di superarlo, perché se lo fai ti trovi gambe all'aria; Bolzoni è bravo punto e basta, con le nuove normative Fifa trattasi davvero di una manna dal cielo; Solari è il giocatore più vincente che abbiamo in campo internazionale, escluso Figo; Suazo deve convincersi di poter centrare la porta con più continuità, se solo evitasse di arrivare ogni volta sul pallone con il corpo indietro e un passo più lungo della gamba, ma già ora è devastante. Crespo arriverà, non ha mai "bucato" una stagione intera e certo non comincerà adesso.
FRUSTRANTI
cordobatorino2007Vittoria che fa pensare. Noi e gli altri. Quando si comincia a definire "frustrante" la situazione in campionato, psicologicamente non si è fatto un passo in avanti, soprattutto perché la frase parte da un combattente come De Rossi, simbolo della nostra più credibile inseguitrice. In effetti siamo frustranti. Mezz'ora di calcio giocato in qualche modo, con Materazzi ancora in rodaggio e Ventola che dimentica di aver cambiato maglia già da qualche anno, graziandoci per due volte. Poi basta uno scambio al limite dell'area e con un altro rigore (secondo me non c'era, ma ho sentito anche pareri opposti di non nerazzurri) e con l'ingresso di Jimenez nella ripresa chiudiamo la pratica in dieci minuti. Più che l'entrata in scena del cileno, bravissimo, a cambiare lo scenario è stato però lo spostamento a sinistra di Burdisso con avanzamento di Chivu a centrocampo. Non mi stancherò mai di dirlo, l'argentino non è un centrocampista. Non lo è nemmeno il romeno, per quanto nella necessità mi affiderei più a lui che al primo prescelto da Mancini, perché ha piedi migliori ed è più rapido. L'assist a Cruz per la seconda rete è una perla, anche se coadiuvata dalla libertà di movimento concessagli dalla retroguardia granata. Piccolo appunto in chiave Toro: Recoba è entrato a partita già inevitabilmente condizionata, al primo pallone toccato ha messo un corner in testa a Natali (traversa). Alla fine poteva segnare su calcio di punizione, ma Di Michele gli ha tolto questa possibilità, nonostante la posizione fosse più favorevole a un mancino. Se Novellino vuole andare da qualche parte, sa lui dove, il Chino deve entrare in campo per primo, a meno dei soliti infortuni. Contro quest'Inter non sarebbe bastato comunque, ma ormai chi lo sa più cosa ci può fermare in Italia...
SAN SIRO
ibrahimoviclazio2007Papà si guarda attorno, vede solo facce sorridenti, gente che viene qui a vedere la squadra da tanti anni, altri che hanno fatto lo stesso da casa, grazie alla tv, e per una volta hanno deciso di seguire l'Inter allo stadio. Volti distesi, nessun segno di sofferenza. Di solito da queste parti serviva un elettrocardiogramma al termine della gara per controllare che i valori fossero regolari. Adesso si assiste estasiati per oltre un'ora alle giocate degli undici in nerazzurro, che vincono in scioltezza. Ogni singolo elemento sa cosa deve fare, sa che si può fidare di chiunque, che tra i compagni non c'è un anello debole. Il ventenne Pelé viene preso sotto la sua ala da Cambiasso, immenso anche come fratello maggiore. Sbaglia poco, il ragazzo, mostra personalità, si defila nella ripresa pur senza commettere errori gravi. Gli altri si confermano tutti ad alti livelli: Julio Cesar blinda, Samuel stoppa, Cambiasso ricama, Ibrahimovic illumina, Suazo colpisce. Una macchina. Non è l'Olanda di Crujiff. E' l'Inter. Solo, semplicemente, meravigliosamente l'Inter.
IL DRAGO
jimenezfiorentina2007Da diverso tempo non gioco più a "Dungeons & Dragons" e solo qualche volta, negli ultimi anni, sono andato a spulciare nei cassetti di casa per installare "Baldur's Gate II" sul mio pc. Il secondo è praticamente la versione in videogioco del primo, che è invece un gioco di ruolo al quale ho avuto il piacere di partecipare più di dieci anni fa. Soprattutto nella versione multimediale, i ricordi delle mie prime partite sono costellati di assalti a vuoto, testa bassa e tante sberle. Combattimenti infiniti, soprattutto nel momento in cui ho deciso di affrontare un enorme Drago Rosso. Sei personaggi, guidati da me, di fronte a una sola figura, imponente. Contro cui mi sono scagliato in tutti i modi, fino a vincere al termine dell'ennesimo scontro, grazie a un attacco privo di errori e a qualche indecisione di troppo del mio dirimpettaio. Avrebbe dovuto sperare nella stessa coincidenza di fattori la Fiorentina di ieri, annichilita in 45' da un'Inter a tratti irritante, se a guardarla è un tifoso avversario. La viola ha impersonificato magistralmente il ruolo dei miei sei personaggi di "Baldurs' Gate", che si affannavano nei loro disperati tentativi con arco, spada e artifizi magici. Non avendo disputato la partita perfetta, i padroni di casa hanno dovuto soccombere davanti al Drago nerazzurro, che ha respinto gli assalti come un muro davanti al tennista, stordendo l'avversario con un'onda d'urto e poi finendolo usando l'artiglio. Nemmeno l'ingresso di Vieri, entrato in campo con uno sguardo che ricordava un Drago in carne e ossa (Ivan, Rocky IV) è bastato alla Fiorentina. La prova della capolista è stata maestosa e quando al 90' ci ha provato Semioli, seppur a risultato acquisito, Julio Cesar ha detto ancora no, dimostrando che i grandi portieri in campo erano due. Dalla testa ai piedi, un'Inter così è realmente da sogno.
C'ERA UNA VOLTA
ibrafenerbahce2007Fa un po' tenerezza vedere Ibrahimovic piazzare tranquillamente il raddoppio contro il Fenerbahce di fronte all'attonito Roberto Carlos. Non è mai stato un fenomeno in difesa, il brasiliano, nemmeno ai tempi d'oro. Certo non ci aspettavamo di vederlo difendere con inimmaginabile nonchalance sullo svedese, arrivando di gran carriera ed evitando accuratamente la classica chiusura alla disperata, unica fonte di salvezza in casi del genere. Perché Carlos abbia avuto così paura del tunnel da chiudere le gambe, lasciando una voragine alla sua sinistra, è un mistero. Il risultato è la figura barbina sotto gli occhi di tutti e la fine dei giochi tra Inter e Fenerbahce, con ciliegina sulla torta del redivivo Jimenez. Tanto per cambiare a togliere le castagne dal fuoco ci ha pensato Cruz, ma è un particolare che non fa più notizia.
LOW BATTERY
suazoatalanta2007Un'Inter ad autonomia limitata ripete risultato e successo dello scorso anno nella sfida del Meazza all'Atalanta. Fin qui, la cruda cronaca giornalistica. Addentrandoci nell'anticipo serale del sabato, tiriamo un sospiro di sollievo e portiamo a casa anche questa. Due a uno sofferto, Julio Cesar migliore in campo alla pari con David Suazo, tre punti guadagnati giocando da Inter meno di un tempo. Dice bene chi sottolinea come non fosse proprio la giornata migliore per giocare di sabato, visto che gran parte della squadra ha rivisto le porte della Pinetina venerdì sera, ma con la Champions al martedì è già una fortuna l'aver giocato alle 20.30 invece che alle 18. Non è un caso che abbia sofferto anche la Roma, che al pari dell'Inter aveva di fronte un avversario tignoso. L'ampia rosa ha dato una mano a Mancini, senza il partente Adriano ma con un Suazo finalmente capace di aggiustare il mirino, garantendo anche un'espulsione ai danni di un avversario (non è colpa sua se Banti non ha cacciato Manfredini) e un assist di sponda a Cruz, tanto involontario quanto efficace. Casualmente l'argentino è sempre dove si vuole che sia ed è troppo facile dire che lo segnavamo anche noi.
NON SVEGLIARE IL CAN CHE DORME
ibrahimoviccska2007Non so dirvi se esiste una versione russa del proverbio indicato nel titolo. Se sì, al CKSA il monito non è arrivato. Scherzi a parte, ancora una volta l'Inter ha rischiato il tracollo europeo, salvata da cinque minuti di follia positiva, dai soliti noti e da un Gassaev molto stimato da Mancini, un po' meno da chi scrive. La mossa di togliere una punta, casualmente il migliore in campo fino a quel momento, per avere un maggior possesso palla a centrocampo ha avuto successo per i dieci minuti iniziali della ripresa, producendo soltanto una certa difficoltà di manovra dei nerazzurri, senza portare a ulteriori occasioni da gol. Il CSKA ha manovrato con successo fino ai sedici metri finali, dove Cordoba e Samuel hanno posto un muro, facilitati dal doversi occupare del solo Vagner Love e non più del connazionale Joe. Una volta prese le misure, è stata solo Inter. Tre nomi su tutti: Cambiasso ha rischiato di metterne tre, sbagliando l'opportunità più facile; Cruz non ha segnato direttamente, ma mezzo gol sul 3-2 non glielo si può negare; Ibra... vabbè, mi pare che le immagini si commentino da sole.
ABBIAMO VOLUTO FARE GLI SBORONI
cruzjuventus2007Sbagliamo gol in serie, cerchiamo il numero da circo in un tre contro uno, giochiamo l'ultimo quarto d'ora con Burdisso in mezzo al campo (tra poco farò partire una petizione, non contro il giocatore, ma per una sua corretta posizione in campo), vorremo mica vincere le partite così? A Torino poi, contro la Juventus 2007-2008, meno tecnica ma con attributi da vendere, soprattutto dal minuto in cui Ranieri capisce che Iaquinta sta molto meglio di Del Piero e Camoranesi è uno dei pochi che può competere a livello di classe con i palleggiatori nerazzurri. Un peccato, sia perché il pareggio ha rinvigorito le speranze dei bianconeri, sia perché avremmo dato un segnale non solo agli avversari di giornata ma all'intera concorrenza. Al Comunale non vinceranno in molti, per ora la sola Udinese ha fatto bottino pieno. Avremmo potuto iscriverci al club. Non l'abbiamo fatto, nonostante il cartellino timbrato da Cruz, che è già solito buttarla dentro contro chiunque, ma con la Juventus deve avere un particolare conto in sospeso.
E QUANDO LA METTERA' ANCHE CRESPO?
suazogenoa2007Ne portiamo a casa un'altra, con un risultato bugiardo e qualche "pirlata" in eccesso, però sono tre punti e non ci si sputa mai sopra. Soprattutto se si arriva alla vittoria con un "caso Adriano" che si ripresenta con scientifica precisione, un Crespo che sbaglia due gol in maniera rocambolesca e una squadra, quella avversaria, che dal punto di vista della corsa ha tenuto botta almeno fino al terzo gol. Segnali importanti se ne possono trarre da Chivu, sempre più pericoloso sui calci piazzati, dal Cambiasso di sempre che ormai non fa più notizia, da Cruz che ne mette un'altra giusto per le statistiche, ma soprattutto dal ritrovato Suazo, che per una volta non si è presentato con i soliti spunti da centometrista chiusi spedendo il pallone ai popolari, ma ha messo la firma su una rete importante, poco dopo il 2-1 di Konko e segnando più alla maniera di un Crespo che di un Suazo. Alla fine l'importante è buttarla dentro, per gli effetti speciali possiamo anche ripassare la prossima volta.
NELL'ACQUA DI CHIARA FONTANA
fontanapalermo2007Ad Alberto Fontana è rimasta nel cuore l'Inter, ma non Roberto Mancini. I due si sono lasciati nella maniera più burrascosa, con un divorzio consensuale sancito per la constatata impossibilità di ricucire lo strappo. Fontana ha rilasciato una sola dichiarazione, tanto tempo fa, sulle difficoltà nel rapporto con il suo ex allenatore, per il resto i suoi ricordi nerazzurri si sono affiancati ad aggettivi che vanno dal positivo all'entusiasta. La maglia nerazzurra è quella con cui ha esordito in Champions League, con cui ha disputato il derby di Milano, finendo sui giornali con uno spazio maggiore rispetto a quello conquistato in tutti i suoi anni di carriera precedenti all'approdo a Milano. Non ci aspettavamo regali, benché l'anno scorso sul tiro di Ibrahimovic al Renzo Barbera che portò in vantaggio i nerazzurri le colpe del portiere fossero evidenti. Stavolta Fontana non solo non ha concesso nulla, ma anche blindato lo 0-0 con almeno due prodigiosi interventi. Altro che "attaccapanni", come lo definiva qualcuno tanti anni fa. Se l'Inter non ha portato a casa i tre punti le spiegazioni vanno cercate soprattutto lì, tra i pali dei rosanero, difesi alla grande dall'ex di turno. Note liete dunque, la buona vena espressa anche su un campo difficile e "caldo" come quello dei siciliani, purtroppo il dazio da pagare è lo stesso degli ultimi mesi, cioè una penuria di centrocampisti abilitati a giocare, che diminuiscono ulteriormente di numero con la defezione di Dejan Stankovic. Portiamo pazienza, purtroppo è un periodo che gira così.
SONO MONOTEISTA
samuelcska2007Cari lettori di estrazione cattolica, musulmana e buddista, ve lo confesso: sono agnostico. Tendenzialmente, perché rivedendo il gol di Samuel contro il CSKA mi ritrovo improvvisamente monoteista, adoratore della dea bendata. Che come tutti gli dei a cui una persona può credere, ha dei disegni a noi sconosciuti, spesso manifestati in forma totalmente casuale. Se nel primo tempo ci ha detto male, e ha detto male anche al collega della "Gazzetta" che ha visto un errore di Julio Cesar laddove una mancanza non c'era, visto che senza la deviazione di Cordoba il CSKA non avrebbe mai segnato, la ripresa ci ha visti recuperare il credito, forse superando la linea dello zero. Dopo il classico gol alla Crespo, ci ha pensato Samuel, ma soprattutto Mandrykin, che non ha tenuto fede al nome e più che un coniglio dal cilindro ha tirato fuori una fetecchia. Sentitamente ringraziamo.
LE PARTITE CHE AVREMMO PAREGGIATO
adrianoreggina2007Ne ho sentiti di tifosi al bar, allo stadio, dove volete voi, affermare dopo partite come quella di Reggio che fino a due anni fa una gara così l'avremmo pareggiata. Sacrosanto, a Reggio poi abbiamo anche perso in circostanze tali (se lo ricorda soprattutto Lippi, che dopo un gol di Sukur alla prima di campionato si vide rimontare e cacciare dal presidente il giorno dopo la disastrosa trasferta). Invece abbiamo vinto, giocando maluccio, con il portiere di riserva che si è preso la palma di migliore in campo e con l'eterno figliol prodigo che ha portato a casa i tre punti. Per non farsi mancare nulla a livello di polemiche spicciole, Adriano ha poi rifiutato la stretta di mano del suo allenatore, colpevole di averlo sostituito destando qualche perplessità anche nel sottoscritto. Una scelta che non giustifica l'uscita dal campo rifiutando il saluto a Mancini, se vogliamo metterci a quantificare quanti gol deve fare ancora il brasiliano prima di estinguere il debito di riconoscenza, rischiamo di mandare in panne la calcolatrice.
FORSE SOLSKJAER
cruznapoli2007A parte il norvegese di cui sopra (che si è ritirato dopo l'ennesimo infortunio), chi vi viene in mente come dodicesimo uomo del calcio mondiale di questi ultimi anni? Tomasson al primo anno di Milan, ma è durato soltanto una stagione. Cruz invece dura da tempi non sospetti, nel suo ruolo di riserva di lusso. Praticamente da quando ha messo piede a Milano, diventando dapprima il trascinatore della squadra in epoca zaccheroniana e poi il primo a essere chiamato in causa quando i gol dei protagonisti più in vista latitavano. Avrebbe meritato di essere inserito nell'undici di partenza più volte di quanto poi non sia accaduto, ma non ha mai detto mezza parola. Anche per questo il presidente lo sposerebbe in seconde nozze e il prolungamento del contratto lo dimostra. Pensare che ha fatto in tempo anche a mangiarsene uno e che in tutto questo l'Inter ha fatto ricorso alla classica melina nei minuti finali, dopo che Sosa aveva riaperto una partita già chiusa. Mai dire mai, con questa Inter, ma è bastato dare la palla a Figo e Ibrahimovic per non farla vedere più agli avversari.
SE INGRANASSE ANCHE IN EUROPA...
ibrahimovicpsv2007Non è che ci sia proprio da celebrare una vittoria roboante contro una formazione impenetrabile. Però portiamo a casa tutto: il 2-0 al Psv, che è comunque campione d'Olanda anche se non ha reso onore al proprio titolo, la prima vittoria europea della stagione dopo la pessima figura di Istanbul, il successo in formazione molto rimaneggiata e con un arbitraggio non eccezionale (il rosso a Chivu ci sta, quello a Suazo è da ricovero immediato in psichiatria). Ma soprattutto, guardando al futuro, i due gol di Ibrahimovic. Per un giocatore di questo livello fare due anni e svariate partite senza segnare non provoca sensazioni granché positive, al di là del fatto che lo svedese una dimensione europea ha ancora bisogno di trovarla. Stiamo parlando di un fenomeno, che per questioni inspiegabili non riesce a ripetere le prestazioni "da campionato" durante i match di Champions League e spesso nemmeno in quelli della Nazionale. Speriamo possa nascere un nuovo corso.
IL POKER CON UN BLUFF
cresporoma2007Ecco cosa succede a chi pensa di aver già vinto lo scudetto dopo tre giornate di campionato. Arrivi alle prime partite difficili e raccatti due punti in tre gare, di cui due in casa, facendo retrocedere due potenziali vittorie ad altrettanti pareggi (quello con la Juventus sa parecchio di beffa) e poi prendendo quattro gol all'Olimpico nello scontro diretto con l'altra prima classificata della serie A. Dall'altra parte, c'è chi si è beccato qualche critica per un avvio non proprio brillante in termini di gioco (ma eravamo comunque attaccati alla vetta), ha fatto finta di scherzare e ora raccoglie i frutti del proprio lavoro. Certo, Giuly avrà dormito poco, però essere grandi significa anche non fare certe vaccate nei momenti chiave. Oppure vuol dire riprendersi immediatamente da uno schiaffo subìto (vedi il clamoroso pari firmato da Perrotta con la complicità di Maxwell) portando nuovamente la situazione a proprio vantaggio. Per una volta la nota di merito se la becca Mancini, che ha stravinto tatticamente il confronto con Spalletti. Credo sia la prima volta che accade, ed è già un bel punto a nostro favore per le prossime sfide con i giallorossi. Fidatevi, ce ne saranno ancora...
E' QUASI MAGIA
figosampdoria2007Troppa grazia, Zlatan. In una gara vinta nettamente, contro un avversario che dovrà uscire velocemente dalla propria attuale modestia per rimanere a livelli accettabili, il risultato è Ibra 3 Samp 0, pur con tutte le buone sensazioni che il resto della squadra regala. Figo è di una classe che non appartiene al terracqueo, Crespo gioca di sponda come un fenomeno del biliardo, Zanetti torna a destra come se i mesi senza le scorribande in fascia non fossero mai passati. Usciamo da San Siro convinti che con un attaccante come Ibrahimovic si possa vincere anche schierando altri dieci tifosi a casa tra i presenti al Meazza, ma ci mettiamo del nostro anche nel supportare il talento dei primi violini. Il secondo gol, il secondo gol, il secondo gol. Fatico a pensare che si possa segnare davvero in quel modo senza slogarsi una cavilgia. Eppure il ragazzo io lo vedo ancora sano.
VIVA L'ITALIA, MA NON TROPPO
ibrahimoviclivorno2007Che un match di calcio ogni tanto si decida con gli episodi e le sfumature derivanti non è novità per nessuno, per l'Inter è stata una costante lungo parecchie stagioni. Adesso non capitava da un po' di avere una sfiga tale, anche se forse con il Livorno ce la siamo cercata. Cordoba che salta a vuoto e dopo 50 secondi lascia il via libera a De Vezze, Jimenez che appena entrato spinge in maniera un po' troppo plateale un avversario in area. Fortunatamente a Ibrahimovic, in campionato, basta sbucare fuori da un periodo di coma vigile per colpire due volte, nel mezzo di un deserto fatto di rare apparizioni e di un nuovo flash improvviso, il 3-2 annullato per fuorigioco. Ancora una volta Adriano è solo tanti miglioramenti, ma nessun gol, nonostante un tiro a porta libera e una serie di circostanze che tempo addietro avrebbe sfruttato in altro modo. L'azione in cui quattro giocatori dell'Inter giungono alla conclusione in area di rigore senza riuscire a pareggiare è lo specchio bidimensionale: siamo ancora i più forti, ma nel calcio bisogna buttarla dentro.
REMAKE
maxwellfenerbahce2007In gergo cinematografico si chiama remake, ovvero la riproposizione di qualcosa che già è stato fatto. Di solito, però, trattasi di omaggi che i posteri fanno a chi li ha preceduti, è difficile che in uno slancio di autocelebrazione la stessa persona faccia qualcosa per ricordare se stesso. L'Inter, però, è una squadra di calcio, non un pool di registi, e ha deciso di rifare la stessa cosa che già avevamo apprezzato (ben poco) lo scorso anno. Esordio in trasferta nella massima competizione continentale e 1-0 al passivo. Anche peggiore rispetto a quello con lo Sporting del 2006, perché lì il risultato era stato lo specchio della gara e ora non lo è. Senza un portiere con i controattributi il capitombolo sarebbe stato ben più tonante. Altro che storie. Ed è difficile pensare a una risalita che porti fino al risultato più ambito, quello per cui bisognerebbe essere ancora in corsa a fine maggio, se l'esponente di maggior spicco si scopre impotente davanti allo spetto dell'Europa. Dobbiamo ritrovare Ibrahimovic, bisogna capire cosa è successo al Suazo del precampionato, che pure nel primo tempo è stato tra i pochi a provarci. Pensavamo di avere un buco di nome Rivas in mezzo alla difesa e abbiamo scoperto che non è così. La Champions non aspetta. Gambe in spalla e sotto con il Psv.
SPAZZATURE E REDIVIVI
cesarcatania2007Dato di fatto: per ora va tutto come l'anno scorso. Vittorie prese così, un po' striminzite, con il solito Crespo a raccogliere palloni dalla spazzatura con i suoi guanti vellutati, Maicon a spopolare sulla fascia, Adriano che sembra sempre in ripresa ma finché non lo si vede si fa un po' fatica a crederlo. Alla fine ci scappa anche un Ibrahimovic vicino al gol, giusto per scaldare i motori in vista di una gara in Champions da giocare con gli uomini contati. Tre punti che valgono esattamente quanto quelli presi in gare giocate con maggiore convinzione nei propri mezzi, quando Mancini non ha bisogno di dare fiducia al redivivo Cesar, sua invenzione e tornato a livelli capitolini. Continuiamo a farci dire che non siamo belli, che abbiamo i nostri problemi. Siamo lì, con la vetta a un passo e la Roma che ha già fatto capire di che pasta è fatta, anche se aveva dato avvisaglie simili lo scorso anno, prima di sciogliersi. E' lunga, tanto lunga. Altro che previsioni sul finale.
SCAMPOLI NERAZZURRI
ibrahimovicempoli2007Vado controcorrente: ho visto una bella Inter. Considerando la forma fisica non eccezionale di molti elementi, l'ostico Empoli e l'avvio in sordina contro l'Udinese, secondo il modesto parere del giornalista e tifoso, più di così era difficile attendersi. La squadra ha giocato con intelligenza, mettendo il muso davanti in poco tempo e controllando la situazione quando le forze hanno cominciato a venire meno. Per una volta complimenti anche a Mancini, che ha indovinato la mossa giusta laddove in pochi avrebbero osato. Quel Cesar piazzato a sinistra a formare un 4-4-2 con centrocampo in linea e maggiore copertura sugli esterni non è mossa da poco, visti i buoni risultati. Questo nonostante i molti 5.5 rifilati al brasiliano dalla stampa italiana, giudicabile nella sua credibilità dal ritardo con cui ci si è accorti del caso Ronaldo. Poche righe, le mie sulla vittoria di Empoli, fatte di considerazioni alla fine effimere di fronte alle giocate di Ibrahimovic, capace con il suo calcio di smontare qualsiasi tesi ragionata sul successo o sulla sconfitta di una squadra.
h. 16.12 10/09/2007
SETTEMBRE NON CI TROVERA'
stankovicudineseAlmeno così dice Mancini e mi sa che tendo a credergli. Non ci ha trovati agosto, se facciamo eccezione per la gara contro il Manchester United, nè in Supercoppa e tanto meno nella prima giornata di campionato, che pur in condizioni fisiche non eccelse avremmo potuto superare tranquillamente senza eccessi di masochismo. Solo in tal modo si può definire il gol sbagliato da Cruz o l'uscita suicida di Julio Cesar contro l'Udinese, o la scelta della società di giocare un'amichevole inutile prendendone cinque a Barcellona. Bene ha fatto Mancini a non schierare i titolari e a testare la condizione di alcuni uomini sotto osservazione, peraltro tutti bocciati tranne Cambiasso, anche se si poteva risparmiare al nuovo arrivato Pelé un atterraggio più morbido nella nuova avventura. Male ha invece fatto la società ad accettare un impegno del genere, rimediando una figuraccia europea che proprio non ci serviva e che nelle condizioni attuali era inevitabile, perché non si può pensare (vero Barcellona?) di perdere un giocatore come Eto'o per due mesi perché ha giocato il Trofeo Gamper. E' vero che noi ne abbiamo persi quattro in una rissa a Valencia e quindi dovremmo star zitti, ma insomma. Speriamo che il girone "morbido" non faccia rilassare nessuno più di quanto non siano già rilassati.
h. 19.39 01/09/2007
REBUS SPALLETTI, PREGO RIPASSARE
figoromasupercoppaAltra vacanza, altri dieci giorni lontani dalla multimedialità, con tanto di Supercoppa persa contro la Roma. E non dite che non ero stato buon profeta, quando dicevo che non bisognava scaldarsi per un'amichevole vinta a Manchester. I giallorossi, ancora una volta, si sono dimostrati un rebus per Mancini, incapace di trovare delle misure adeguate. Da un anno a questa parte il tecnico iesino ha affrontato sei volte la Roma, con tre successi a testa. Ma se escludiamo la Supercoppa 2006, vinta in rimonta più per un suicidio degli avversari e per una supremazia fisica che per reali scelte tattiche o tecniche, e il ritorno della finale di Coppa Italia, nel quale Julio Cesar ha tenuto in ballo l'Inter nel primo tempo, l'unica gara veramente dominata dai nerazzurri è stata quella dell'Olimpico in campionato. Per il resto Spalletti ha dimostrato di essere una spanna più avanti, nonostante alcune pesanti assenze e una panchina non proprio lunghissima. Oltre alle lacune nelle scelte dell'allenatore (Burdisso a destra con un certo Zanetti a disposizione, Dacourt tolto dal campo inspiegabilmente, Cruz inserito dopo dieci minuti abbondanti dalla rete di De Rossi), non di importanza secondaria per l'esito finale sono state le pessime prestazioni di Stankovic e Vieira, oltra alla scarsa mira di Ibrahimovic e Suazo. I due centrocampisti erano reduci da differenti problemi a livello fisico, anche se il francese sembrava completamente recuperato, mentra la coppia offensiva ha avuto un paio di fiammate che fanno capire come la strada sia quella giusta, anche se la precisione fa difetto e la lucidità non è quella dei tempi migliori. E' chiaro che una maggiore freddezza da parte di Figo pochi minuti prima del rigore avrebbe cambiato il corso della storia, ma questo non può impedire un'analisi negativa sulla prestazione offerta. Adesso ci sono da fronteggiare un avvio di campionato non facile, visto che la prima avversaria è quell'Udinese che l'anno scorso ci ha bloccato sul pari due volte, e un doppio infortunio a Vieira (di nuovo, era meglio prendere un centrocampista al posto di Rivas, che sarà un buon prospetto ma non copre nessun buco in rosa) e soprattutto di Materazzi, sperando davvero che il periodo di stop si riduca a due mesi e che il difensore azzurro sia pronto per la sfida del 4 novembre con la Juventus.
h. 14.14 26/08/2007
MAESTOSI, MA CALMA
suazounitedCalma, ragazzi. Calma e sangue freddo. Abbiamo visto una grandissima Inter contro uno United troppo fragile difensivamente per poter essere campione d'Inghilterra, nel confronto tra due grandi ancora in fase di rodaggio. Note positive ce ne sono a bizzeffe, il che rende difficile trovare motivazioni per tenere i piedi per terra, se non il fatto che era un'amichevole e che i Red Devils erano orfani di Scholes. Quello che sappiamo è che anche ai nerazzurri mancava qualcuno (centrocampo titolare alla mano, il trio Zanetti-Cambiasso-Vieira non era della partita) e qualcosa a livello di preparazione, contro un avversario che sabato prossimo sarà impegnato nel Charity Shield. La vera differenza tra Inter e Manchester al momento sta nelle seconde linee, a mio avviso nettamente superiori a quelle degli inglesi e soprattutto meglio amalgamate. Le nuove leve giunte ad Appiano sono poche e per di più si stanno integrando al meglio. Suazo sta sfruttando alla grande l'occasione derivante dalla contemporanea assenza di Crespo e dalle condizioni fisiche precarie di Adriano, molto volenteroso ma lontanissimo dai suoi massimi livelli. Chivu ha commesso un errore sul gol di Rooney, ma la personalità con cui si è presentato è lampante, soprattutto nei disimpegni. Lo stesso Jimenez sembra aver compreso il suo ruolo, tanto da essersi messo a servizio della squadra anche nei pochi minuti in cui è stato in campo, servendo uno splendido assist a Cruz su calcio di punizione. In attesa che torni Cordoba, abbiamo ritrovato anche un Walter Samuel in versione capitolina, maestoso in seconda battuta e duro quanto basta nei contrasti. Ce n'è abbastanza per essere felici, ma il primo motivo di gioia dovrà per forza di cose arrivare il 19 agosto. Fino ad allora tutto conta relativamente.
h. 20.26 02/08/2007
QUESTIONE DI POSIZIONI
chivuDue settimane in giro tra Spagna e Portogallo, torno a casa e Inter Channel mi impedisce di vedere gran parte del primo tempo contro il Valencia. Un'amichevole, giocata maluccio per di più, quindi non è che mi sia perso granchè. Però per mezz'ora avrei voluto vedere qualcosa di differente rispetto alla grafica del canale tematico nerazzurro. In queste due settimane in cui sono stato via, invece, credo che la società si sia mossa esattamente secondo i desiderata del sottoscritto. Rivas a parte (non lo conosco e non voglio farmi influenzare dai video che girano su YouTube), i nuovi mi piacciono. Jimenez è più forte di Mariano Gonzalez, anche se bisognerà testare la sua capacità a essere pronto quando servirà, cioè non molte volte probabilmente. Su Chivu, poi, nulla da dire. Era un mio pallino quando ancora giocava in Olanda e non può che esserlo anche ora. E' uno dei difensori centrali tecnicamente più bravi del pianeta, ha personalità, è forte sui calci piazzati e può giocare in... due posizioni. Io non sono tra quelli che lo vedono in mediana. Abbiamo già provato con Burdisso e in tempi meno recenti con Fresi a trasformare un difensore in centrocampista. I risultati mi sembra siano stati tutt'altro che confortanti, con l'argentino che per di più ha dimostrato di poter essere molto più utile nella sua posizione naturale, su entrambi i lati del campo. Insomma, abbiamo aggiunto qualità a quella che già c'era, mandando Andreolli a farsi le ossa (piccolo appunto, a Roma di spazio ne troverà ben poco). Vediamo di non disperdere il tutto con inutili esperimenti.
h. 17.03 29/07/2007
FIGLIO DEL VENTO
suazocentenarioAnche se non me l'ha chiesto nessuno, la risposta è sì, io sono per David Suazo. Mi sbilancio alla grande: secondo me vale poco meno di Eto'o in termini tecnici e fortunatamente molto meno in termini economici. Il ragazzo ha fisico, rapidità, conosce il calcio italiano e ha segnato 36 gol negli ultimi due campionati di serie A. C'è poco da scherzare, l'acquisto è di quelli che mi piacciono parecchio. Che poi lo si potesse pagare sette milioni e tocchi pagarlo il doppio (più la metà di Acquafresca) un po' spiace, perché alle precedenti condizioni il colpo avrebbe avuto del sensazionale. Adesso Cellino può dire di aver concluso l'affare portando a casa i soldi che voleva, grazie a una manovra alquanto discutibile ma sicuramente redditizia. La situazione insegna che bisogna chiudere le questioni aperte il prima possibile. Sul capitolo aperto dall'Ufficio Indagini sono tranquillo tanto quanto il giocatore: l'ok di Cellino a livello verbale c'era e questo è risaputo. Credo che alla fine prevarrà il buon senso. Ora dritti su un centrocampista, giusto per non ripetere una nuova Valencia. Se arriva anche Chivu tanto di guadagnato, ammetto che io il giocatore l'avrei preso nell'estate in cui lo acquistarono i giallorossi e noi prendemmo dall'Ajax il suo compagno Van der Meyde. Occhio soltanto a non farsi impiccare, non mi sembra il caso di coprire il disavanzo giallorosso da soli, visto che già per Pizarro abbiamo fatto uno sconto.
h. 02.15 28/06/2007
PRIMO TASSELLO
figorimaneMissione compiuta. Badate bene che non era facile, anche se gli arabi ci hanno messo del loro per aiutarci, rompendo in pratica l'accordo. Luis Figo resta a Milano, attratto da un calore che gli è stato manifestato da gennaio in poi in maniera lampante. Un affetto che non si poteva non sentire e che il portoghese merita non per l'attaccamento alla maglia (non riesco a definire tale il gesto di uno che è passato dal Barcellona al Real in un lampo e che si è fatto un anno fermo per due firme su altrettanti contratti), ma per la professionalità mostrata fino all'ultimo secondo. Figo è un vincente, primo motivo per cui vale la pena tenerlo con noi. In due anni di Inter ha vinto due scudetti, uno sul campo e uno no, conquistando di passaggio anche una Supercoppa e una Coppa Italia. C'è poco da dire, la mossa è azzeccata alla grande. Questo signore ci serve eccome, tenerlo con noi è cosa buona e giusta. Che poi come ricompensa gli si dia anche un contratto da dirigente per continuare la sua esperienza in nerazzurro, va benissimo. Il primo tassello è stato posto. Avanti così.
h. 11.53 11/06/2007
PAGELLONE FINALE
scudetto2007Inutile indugiare su una partita dalla valenza minuscola, come Inter-Torino, nel teatro di un popolo ancora affamato dell'ennesima festa dopo la conquista del tricolore. Un festone di fine stagione, passo indietro rispetto a quanto organizzato da Rcs. Meno male, perché non ce lo meritavamo proprio, per quanto qualcuno potrebbe dire che non meriteremmo nemmeno i Fichi d'India. Meritiamo Corso, Bergomi, Zanetti che alza la Coppa. Non meritiamo Matarrese, ma ci passiamo sopra se ci consegna il trofeo. Ho goduto di più quando ce l'ha data Galliani, ma la Coppa Italia non ha la stessa portata di valore. Pagellone finale, non posso esimermi.
JULIO CESAR 7 Voto dovuto, per quello che para e anche per come risponde alla pressione, per tutto l'anno, di dover convivere con l'ombra di Buffon più che di Toldo. Para due rigori, ritarda la resa con la Roma (unica stagionale in campionato), vince la sfida con se stesso e si porta a casa la fiducia anche per il prossimo anno.
MAICON 8 Sei milioni di euro di cartellino. Spesi da Dio, se il cielo mi concede. Mai avremmo pensato di aver trovato in casa più di un sostituto di Zanetti, che infatti ha traslocato a centrocampo. Indirettamente, un merito del laterale brasiliano sta proprio nell'anno stratosferico del capitano, oltre che suo, perché senza di lui nessuno avrebbe scalzato il "tractor". Chiude la stagione con una rete da favola al Torino ed è giusto che sia così. Senza di lui saremmo stati un'altra squadra.
MAXWELL 7 Autore di un gol meraviglioso (e decisivo) contro il Parma, premio alla costanza di un ragazzo che per un anno e mezzo ha visto il campo in fotografia e che nelle prime gare in nerazzurro ha stentato, trovando piano piano la forma migliore. Non è un fenomeno della difesa, è un gran crossatore ed è uno che ha piedi buoni da vendere, tipico del brasiliano doc. Al momento attuale, Grosso deve recuperare un bel po' di terreno per scavalcarlo nelle gerarchie.
MATERAZZI 9 Si dice che la stagione post-Mondiale sia traumatica per alcuni giocatori, soprattutto se poi l'hai vinto. Per "Matrix", al contrario, questo è stato l'anno in cui ha sbaragliato la concorrenza. All'Inter, in Nazionale, a mio avviso nell'intero campionato, che non ha conosciuto elementi di pari valore e costanza di rendimento rispetto a Materazzi. Straordinario anche a Valencia, dove per poco non ci fa qualificare al turno successivo. Se lo fa un attaccante non è un evento così raro, ma se si tratta di un difensore centrale il discorso cambia. Segna la doppietta che stende il Siena nel finale e rimedia una sola espulsione in tutto l'anno (nel derby, a causa di una maglietta sollevata). Meraviglioso.
CORDOBA 7 Alla lunga la spunta su Samuel in qualità di scudiero di Materazzi. Trionfa dopo tanti anni in nerazzurro. Complimenti alla caparbietà di chi è rimasto a Milano e adesso può dire di esserci stato sempre. Personalmente non mi convince così tanto dal punto di vista tecnico, ma è nerazzurro fin dentro al midollo e nella vittoria sono pronto a perdonare qualcosa a chi non ha mai lesinato una goccia di sudore.
ZANETTI 9 Stagione splendida, tornando in un ruolo che sembrava non competergli a pieno. Ritrova il gol contro l'Ascoli, alza finalmente un trofeo di rilievo, è il giocatore che più merita tutto questo. Anche lui, come Cordoba, ha l'Inter nel cuore. Per me, che l'ho seguito in questi undici anni, sarà sempre il capitano.
VIEIRA 7.5 Mezzo voto in meno per la partenza a colpi di cartellini rossi e per l'infortunio (di cui non ha colpa) che ci ha privati di lui nel nostro momento peggiore in Champions League. E' un vincente, oltre che un campione. Anche quando sbaglia due o tre passaggi più del solito, la sua presenza fisica è determinante, in fase di manovra e sui calci piazzati, dove comunque bisogna preoccuparsi di lui.
CAMBIASSO 7 Gioca meno del solito, causa due stop muscolari inattesi. Peccato perché il suo campionato parte alla grande, con una doppietta più assist a Ibra, tutto condito con la dedica a Facchetti. La sua assenza a Valencia è fondamentale.
STANKOVIC 8 Nel momento di maggior splendore della squadra, lui è tra quelli che vanno a mille. Segna, apre spazi, inventa assist e colpisce legni a ripetizione. Quando decide di giocare come sa è l'arma in più della squadra e ha dalla sua l'ammirazione infinita dell'allenatore. Quando vai in campo questa fiducia fa comodo.
IBRAHIMOVIC 9 Fanculo le dichiarazioni, se rimane all'Inter non me ne frega proprio niente. Se lui è riconoscente a Moggi perché lo ha aiutato ci passeremo sopra, non saremo mai d'accordo ma pazienza. Soprattutto se poi l'anno prossimo comincia a giocare in Europa come in campionato, invece di steccare quasi totalmente in Champions League, come da lui stesso riconosciuto. Non ha ancora la dimensione del fuoriclasse proprio perché gli manca di essere decisivo fuori dal proprio campionato. Nel quale al contrario fa quello che vuole, vince quando vuole e riprende anche a segnare con una certa continuità. Ovviamente sono reti che nessun altro al mondo potrebbe fare, vedi le trasferte di Parma o Torino. Un incanto.
CRESPO 8 Quando l'anno scorso si parlava di gol "stupidi" ci si riferiva proprio a quelli che "Valdanito" segna nell'arco della stagione, exploit dell'Olimpico escluso. Purtroppo i problemi muscolari con cui deve convivere fanno sì che non sia più devastante come nella versione biancoceleste. Adesso è diventato un centravanti classico, quello che concede poco alla platea e tanto ai risultati. Quando fai 200 gol in Europa potresti anche fermarti, ma a lui manca ancora la Champions League e anche noi cominciamo a sentirne la mancanza. Speriamo che quel fax non arrivi mai...
TOLDO 6 Bene in campionato, molto meno nella finale di andata di Coppa Italia, nel quale ha sul groppone due delle sei sberle che prende. Al ritorno ne evita un paio, ma la frittata è fatta.
BURDISSO 6.5 Peccato per la rissa di Valencia, neo piuttosto grosso che in questa pagella gli vale un voto in meno. La sua stagione sarebbe infatti da incorniciare, se consideriamo da cosa è uscito (la malattia della figlia) e le reti che ha messo a segno, oltre alle prestazioni più che positive a livello difensivo. Per l'età che ha gli resta da vincere ben poco e uno che vince io lo terrei sempre.
ANDREOLLI 6 Per arrivare a Materazzi, giusto per fare un nome, ci vuole ancora del tempo. Ha classe e personalità, gli servono un po' di muscoli in più e le malizie che si possono acquisire solo con l'esperienza. Riesce anche a segnare in Coppa Italia. Io un prestito non lo vedrei male.
SAMUEL 7 Tre gol, qualche problema muscolare di troppo, una sicurezza costante quando c'è bisogno di lui. L'idea di fondo è che in quella zona del campo abbiamo le spalle coperte.
GROSSO 5.5 Male. Si riprende con il passare dei mesi, mostrando qualcosina in fase offensiva. Però ci si aspetta ben altro. Capiremo l'anno prossimo se l'anomalia è stata il Mondiale o il campionato terminato domenica.
DACOURT 7.5 La prima parte di stagione è di una costanza strepitosa. Sostituisce Cambiasso senza mostrare affanni, lotta come un ossesso. Finisce la benzina solo quando il compagno torna a disposizione. Nel cambio tra l'uscita di scena di Cristiano Zanetti e la sua entrata ci abbiamo guadagnato alla grande, almeno finora.
MARIANO 6.5 Uno di quelli che francamente non terrei, perché mi dà l'idea di giocare bene in quanto inserito in un contesto nel quale chiunque farebbe la sua figura. Intendiamoci, non è scarso. Ha un buon dribbling e i piedi non sono quelli di un gregario. Ma è discontinuo, tremendamente discontinuo. E se la giornata è quella sbagliata sono guai.
SOLARI 6.5 Questo invece è uno che non lascerei partire. Non ha fatto granché, ma dove va vince e a livello internazionale non può che farci comodo. Alla fine la sua tecnica viene sempre utile.
FIGO 8 Prima parte di stagione quasi da buttare, se escludiamo la Supercoppa e la gara di San Siro con l'Atalanta. Dopo aver firmato con gli arabi rialza la testa. Il suo contributo diventa fondamentale in termini di assist e le sue giocate di classe pura infiammano il pubblico. E' ancora un crossatore fantastico e non mostra cali fisici da trentaquattrenne al tramonto. Milano lo ama. Speriamo rimanga.
CRUZ 7.5 Splendido rincalzo. Il derby di ritorno è la sua perla più luminosa, a cui si accompagnano la rete di Parma in recupero e la solita capacità di essere importante partendo dalla panchina.
ADRIANO 5.5 La sua stagione in positivo dura dal 23 dicembre (primo gol stagionale, contro l'Atalanta) alla festa di compleanno con successiva esclusione dal match di Valencia. Ha ragione Mancini, dipende da lui. Uno così non può impiegare quattro mesi a segnare, poi giocare due mesi e poi spegnersi di nuovo. O cambia o si vende, sperando che qualcuno sia ancora intenzionato a investire su un giocatore che vuole farsi del male.
RECOBA 5 Peccato. Ci sono pochi giocatori che mi hanno entusiasmato quanto lui in questi anni. Ma la sua stagione, tra infortuni e occasioni sprecate, è proprio negativa. Se ne va, all'Atletico credo. Lascia senza aver dato a Moratti quello che poteva e doveva dargli, al presidente e allo stesso pubblico. Chiude la sua esperienza a Milano con un pallone perso da Doni che poteva diventare il 3-0 alla Roma nella finale di ritorno di Coppa Italia e invece si è trasformato in una semplice rimessa dal fondo. E' lo specchio della sua carriera, vissuta a un passo da ciò che poteva essere e purtroppo non è stato.
MANCINI 8 Ci sono sia pregi che difetti da riconoscergli. Ha dato un gioco a questa squadra, fin dalla prima stagione e questo rimane un dato inconfutabile. Purtroppo nelle partite che contano non ha ancora l'istinto del killer, sbaglia qualcosa proprio nei match contro Valencia e Roma. Non può essere un caso, visto che è già successo. Comunque, in campionato non si poteva fare più di così e questa creatura porta la sua impronta, così come quella di Mihajlovic. Il ciclo continua.
h. 21.18 29/05/2007
RECORD E LUIS
figoatalanta2007Altro giro, altro regalo. Altro record. Imbattibili, ci hanno chiamato e almeno in trasferta li abbiamo serviti. Non una sconfitta, serie chiusa con un pareggio a Bergamo e con il gol di Figo, primo in campionato dopo la rete vincente in Supercoppa. Sì, era giusto che lo tirasse lui il rigore, perché una stagione così senza una sua rete avrebbe avuto meno senso. Poco di meno, ma qualcosina sì. Questo signore rischia di lasciarci seriamente, tra ripensamenti veri o millantati, nonostante i suoi dribbling siano ancora di primissima classe e il fisico è meno deteriorato di molti suoi colleghi con una carta d'identità meno consumata. Luis Figo è un campione e anche quando svestirà la maglia nerazzurra difficilmente dimenticheremo il suo passaggio da vincente, con la mentalità di chi ha trionfato e viene a cercare successi anche dopo una carriera strepitosa e un Pallone d'oro da lustrare. Straordinario. Il nostro miglior acquisto dell'anno prossimo sarebbe trattenerlo. Mi sa che ci si sta lavorando su.
h. 22.23 21/05/2007
QUASI MIRACOLO
cresporoma2007ciNon mi aspettavo una reazione così e trattandosi della Coppa Italia e non del campionato devo dire che la sconfitta mi prude meno del solito. La squadra ha giocato alla grande, con orgoglio, sospinta dal pensiero di averne beccate sei all'andata. La direzione arbitrale ci ha spinto un po' meno, si può tranquillamente dire che ci ha frenato, e anche la dea bendata non è passata dalla Madonnina. Però c'è stato orgoglio, una grande reazione, senza Ibrahimovic e Materazzi. Era l'ultimo atto della nostra stagione e l'abbiamo onorato al meglio pur non riuscendo nel miracolo che avremmo meritato di compiere. Siamo più forti della Roma, ne siamo consapevoli e lo abbiamo ribadito. Purtroppo la prestazione dell'andata ha testimoniato come nel calcio le partite vadano giocate prima di essere portate a casa, aspetto che noi avevamo dimenticato e che si spera possa essersi instillato nelle menti dei giocatori. Bravi loro, che festeggiano a Fiumicino con il pullman e la folla in delirio, parificando una festa che a Milano si è fatta per ben altro. Almeno questa frecciata me la sono concessa.
h. 10.47 18/05/2007
IPOTESI REMOTE
crespolazio2007Ottimista no, ma sto meglio. Mi preoccupano i tre gol presi e le parate che Julio Cesar ha dovuto fare per evitare che fossero di più, anche se poi due reti sono arrivate senza che ci si potesse fare molto (sulla seconda ci sarebbe da fucilare qualcuno). Il problema è che, dimostrato che quattro le possiamo fare, non bisognerebbe prenderne più di zero e l'ipotesi mi sembra remota. Non ci sarà nemmeno Materazzi, che fortunatamente ieri c'era e si è fatto sentire. Forse solo nella metà campo sbagliata per un difensore, visto che dall'altra parte denuncia una comprensibile stanchezza, accentuata dalla presenza di un Burdisso sul nervosetto. Bisogna trovare una via di mezzo tra i due terzini ala (Maicon e Maxwell) e la soluzione con due esterni difensivi, tra l'altro impraticabile vista l'assenza in mezzo di Matrix. Certo è che se Jimenez mette così in crisi Maxwell, con Taddei o Mancini la faccenda si fa ancora più complicata. Se ne potranno anche fare quattro (per il calcolo delle probabilità è raro che accada di nuovo), ma quella porta nerazzurra in versione inviolata mi pare così difficile anche solo da pensare...
h. 22.44 14/05/2007
SCOPPIATI?
romaintercoppaitaliaSono tornato a casa dopo la partita con la Roma con un'espressione sul volto che diceva tutto. Poche ore prima al telefono, la conversazione con mio padre: "Be', che ti aspettavi? Te l'avevo detto che la squadra era scoppiata". Non fa una grinza. Se non fosse che le squadre scoppiate (fisicamente) denunciano un calo nella seconda parte di gara, non nel primo quarto d'ora. L'Inter, al contrario, è stata presa a pallate fino alla fine dell'incontro, regalando due gol attraverso il proprio portiere (appena ri-divinizzato dalla Gazzetta) e avendone segnati altrettanti su un paio di mostruose vaccate della Roma. 6-2 è meglio di 4-0, almeno abbiamo segnato in trasferta. Ottimismo sfrenato a parte, non è questione di fisico. E' proprio questione di testa e anche di scarsa capacità di contrastare un modulo, quello dei giallorossi, che ci ha sempre creato problemi e magari sempre ce ne creerà. Soprattutto se pensiamo ogni volta di batterli schioccando le dita. Non è così. Per rappresentare al meglio la distanza tra le due squadre o i relativi valori in campo, un 6-2 non è il punteggio più esplicativo. Ma non lo sono neanche 20 punti di distacco in classifica, perché così come noi siamo andati in vacanza due settimane fa, rendendo poco credibile il confronto di Coppa Italia, Totti e compagni si sono lasciati andare nel massimo torneo nazionale con qualche mese d'anticipo, puntando sulla sfida con il Manchester e uscendone scornati da far paura. Per carità, non voglio effettuare uno scambio tra Serie A e Coppa Italia. Vorrei soltanto che fossimo meno "pazzi", giusto per darmi la sensazione che potremmo vincere qualcosa solo con gli attributi e non solo con la superiorità tecnica e fisica. Esistono esempi di squadre che hanno vinto senza essere necessariamente più forti delle avversarie. Avevano la determinazione per andare fino in fondo e noi in questo momento mostriamo di non averne ancora abbastanza.
h. 12.01 11/05/2007
VITTORIA INVOLONTARIA
crespomessina2007Nel regolamento del gioco del calcio l'unico fallo non sanzionabile per involontarietà è quello di mano. Strano: a Messina l'arbitro se n'è dimenticato e Andreolli è stato ritenuto colpevole di aver fermato fallosamente un'azione degli avversari in area di rigore. Ragionando per assurdo potremmo dire che la vittoria dell'Inter andrebbe invalidata, perché involontaria esattamente come il fallo di mano. Non pretendo certo che, a risultato acquisito e con una finale di Coppa Italia alle porte, ci si sbucci le ginocchia più di tanto. Certo è che se qualcuno voleva stuzzicare le certezze di Mancini sulla prossima formazione titolare non ci si è messo d'impegno. Gonzalez è stato inguardabile, Adriano lasciamo perdere. Recoba ha fatto il Recoba, cioè niente per lunghi tratti e poi un lancio da quaranta metri sul piede di Gonzalez. Lui è fatto così. Sarà meglio tenercelo per com'è, visto che anche Cruz è fuori gioco e in attacco c'è una penuria di attaccanti che neanche il Torino di quest'anno. Meno male che a qualcuno bastano dieci secondi per segnare.
h. 13.28 09/05/2007
NELLA FESTA, CHINOTECA DA AGGIORNARE
festascudettoempoliAmmetto subito, per i rompipalle, che il portiere dell'Empoli ha le sue responsabilità. A meno che il sudore non passi attraverso i guanti, spessi come muri, una palla del genere la devi prendere o al massimo smanacciare per evitare di entrare in porta con la stessa. Dall'altra parte bisogna sottolineare che un effetto del genere al pallone non riescono a darlo in molti, forse il serbo in giacca e cravatta che in allenamento mette ancora tutti in fila. Oppure Veron ai tempi della Lazio, quando segnò dall'altra bandierina, con ben poche colpe attribuibili all'estremo difensore di turno. Tutte puntualizzazioni fini a se stesse, visto che la sfera è entrata e quello che conta più della vittoria e della festa scudetto-bis, è che il ragazzo che più ragazzo non è ha segnato il suo primo gol e potrà dire di esserci stato. L'avrebbe potuto dire anche Figo, se non si fosse divorato un gol che avrebbe strameritato.
h. 12.31 30/04/2007
LA STELLA DEL MAGGIORENNE
festascudetto
Quarantotto ore di tempo per decidere cosa scrivere, metabolizzando con gioiosa lentezza le ultime ore della mia domenica e le prime del lunedì. Sono campione d'Italia. Lo siamo, io e la mia Inter. Ce lo meritiamo entrambi, per la stagione fantastica che abbiamo vissuto insieme, con gli alti e bassi tipici dell'armata Brancaleone che si trasformano nel passo sicuro di un battaglione invincibile. E' un'Inter anomala per le sensazioni che ti offre sul campo. Mai per un attimo, almeno fino al tonfo con la Roma, si è avuta la sensazione che la squadra potesse cedere. Durante la striscia record, interrotta da un maledetto 17 (scusate la scaramanzia), ho visto una squadra capace di offrirti la certezza della vittoria. Ho riscoperto il calcio che voglio vedere giocare dalla mia squadra. Io, tifoso e buongustaio, che si scioglie davanti a Ibrahimovic che passa in mezzo a due giallorossi nello spazio di un amen e allo stesso modo si esalta quando il capitano segna a porta vuota dopo quattro anni di astinenza. Io che terrei tutti, che come Moratti pagherei due penali, altro che una, per trattenere Figo e fargli dimenticare le sirene arabe, figlie di un calcio minore. Perle ai porci, se mi consentite. Io che voglio Recoba in campo. Io che amo questi colori da sempre e ho sfidato fumogeni e spintoni per urlare la mia gioia ai piedi del pullman scoperto in Duomo. Io, interista. Campione d'Italia dopo diciotto anni, Siamo diventati maggiorenni, con la fame di un ragazzino che sogna la prima notte di sesso con una ragazza. Sognando l'Europa, il mondo. Coppe e scudetti. Ti amo, mia cara Inter.
h. 22,58 24/04/2007
LA LA LA, LA CAPOLISTA VOLA LA LA LA
materazzisiena2007
I campioni dell'Italia siamo noi
h. 03.48 23/04/2007
DOMMAGE
materazziroma2007Non mi è ancora scesa del tutto. E' venerdì, sono passati quasi due giorni, ma solo io so quanto volevo che si vincesse lo scudetto mercoledì. Ce lo meritavamo, un titolo da imbattuti, vinto contro la diretta inseguitrice. Sarebbe stato un avvenimento non da Inter alla Moratti, quella che di solito si comporta proprio com'è successo l'altro giorno. Vinceremo lo stesso, non c'è ombra di dubbio. Ma potevamo farlo meglio e soprattutto ci si poteva spogliare di quel velo invisibile che ci rallenta e ci ostacola quando vediamo arrivare il traguardo. Penso ai tanti giocatori che sono arrivati fin qui senza benzina, il che è normalissimo se pensiamo alla stagione disputata. C'è anche chi, come Cambiasso, non è quello dei bei tempi, perché per troppi mesi ha visto i muri dell'infermeria più di quelli dello spogliatoio del Meazza. A questi aggiungiamo gli eterni incompresi, o fin troppo compresi da qualcuno e meno da altri, che sono utili alla squadra solo tuffandosi e sperando in un direttore di gara dalle capacità dubbie. Magari due giornate (sacrosante, anche se si crea un precedente pericoloso) lontane dal campo gli faranno bene. Ho i miei dubbi, visto che non è stato un toccasana nemmeno spedirlo in Brasile e aspettarlo per mesi, che ormai stanno diventando anni. A maggior ragione, quel cambio a due minuti dal termine non mi è ancora del tutto chiaro, caro il mio bell'allenatore. Finiremo in gloria. Ma era un anno che forse potevamo sfruttare meglio. O forse è solo la delusione del momento.
h. 13.47 20/04/2007
SCHEDE E SCUDI
adrianopalermo2007"Se giochiamo così contro la Roma altro che due ne prendiamo". Chiosa di Mancini alla partita con il Palermo, nella quale i suoi eliminano il verbo correre dal vocabolario per circa un'ora. Riaprendo le pagine del dizionario si accorgono in tempo che manca qualcosa e trovano da quelle parti un tocco di classe in più che li distingue dagli avversari. Cruz è un fenomeno, a modo suo, mentre Figo è un fenomeno e basta e Adriano lo è a livello potenziale, cioé ad un ripiano ipotetico a cui scende per questioni che difficilmente saranno mai chiare alle masse. Mercoledì c'è da svegliarsi prima, possibilmente subito, anche perché il popolo aspetta fremendo. Lasciamoci pure dire che è uno scudetto di cartone numero due, chi sentenzia sta peggio di noi e lo fa per paura che arrivino le sentenze degli altri. Per ora gli unici interisti che se la passano male sono quelli ai vertici di Telecom. Ma anche in questo caso, se pensiamo che c'è qualcuno a cui hanno sequestrato le schede svizzere...
h. 21.50 16/04/2007
AMARANTONERAZZURROSSONERI
figoreggina2007Che ne direste se la Reggina giocasse il prossimo anno con lo stemma della città di Milano sulle maglie? Salvata dal Milan per due volte negli anni scorsi, ora passata indenne dalla sfida casalinga contro la corazzata Inter. Se non fosse stato per Julio Cesar probabilmente i punti sarebbero stati tre, invece di uno, ma un'Inter che impiega quasi un'ora per entrare in partita è già un regalo di una certa portata. Se non fosse stato per Figo e per la mia fede nerazzurra avrei spento il televisore con largo anticipo sui 90' previsti. Per questo a inizio ripresa confidavo in Mancini, dato che Recoba non poteva mandarsi in campo da solo. Con una ventina di giri di lancette a disposizione il Chino non è riuscito a estrarre il coniglio dal cilindro, in compenso mi ha fatto pensare che potesse accadere. Vogliamo mica credere che l'uruguaiano finirà la stagione senza neanche un gol all'attivo in tutta la stagione? Se Moratti intuisce minimamente l'antifona caccia l'allenatore e prende Suarez come traghettatore. Vi dico la mia: Recoba segnerà solo una rete, ma talmente bella che varrà come dieci. In quale partita lo lascio decidere a lui, nella speranza che capisca da solo qual è la gara in cui tutti vorrebbero essere protagonisti. Non ci vuole una laurea.
h. 23.05 10/04/2007
RUBEN CABELINO
maxwellparma2007Inguaribile romantico. Mi piace sempre andare indietro con gli anni. A quando non eravamo nessuno, se non fosse stato per un attaccante uruguaiano che correva come una lepre e sprigionava potenza da un piede solo, il sinistro. Ieri a San Siro è tornato alla vita un calciatore che è stato a un passo dal diventare ex. Maxwell, il brasiliano molto europeo della squadra, così diverso dal sudamericano tipico che era invece Ruben Sosa. Ti ricordi il Genoa di Spinelli, quando ancora non aveva il k-way, al Meazza? Quel folletto che rientrava da un infortunio e "riesordì" con un gol fenomenale, lasciando basiti tre o quattro avversari, chi si ricorda più, in un fazzoletto di campo? Ieri Maxwell ci ha messo di più, anche se gli highlights preconfezionati lo hanno mostrato a tratti. Per la precisione è andato a recuperare un pallone che sembrava già in fallo laterale, uccellando un avversario con una giocata apparentemente elementare, ma difficilissima da concepire in una frazione di secondo, soprattutto se il tuo primo obiettivo è far rimanere la palla in campo. Il ragazzo non sarà mai un difensore provetto, ma siamo sicuri che saprà continuare nel suo cammino di rinascita e che i suoi compagni si gioveranno delle sue capacità offensive.  Crespo, che ieri ha doppiato Iva Zanicchi (occhio che questa non è facile da capire), ha già segnato un gol contro l'Udinese grazie ad un assist al bacio proprio di Maxwell. Se davvero capisce cosa può dare, sulle fasce siamo a posto per dieci anni. Dopo i Gresko e compagnia cantando, un passo avanti non da poco. 
h. 0.11 03/04/2007
LA SUA PARTITA
ibraascoli2007So che non è educato parlare degli assenti, ma il diretto interessato non se la prenderà. Anche perché in pochi potrebbero scrivere di lui, Alvaro Recoba, il giorno dopo una doppietta di Ibrahimovic. Eppure a me, vedendo quella partita, per un'ora sono balzate alla mente svariate immagini di sfide risolte dal Chino, tremendamente simili a quella che l'Inter stava pareggiando con i bianconeri fino a metà ripresa. Poi una punizione, un colpo di genio, qualcosa. Che di solito con le "piccole" non è mai mancato. Non lo stesso sento di poter dire per le "grandi", purtroppo, ma diciamo che la fortuna non ha assistito l'uruguagio. La fortuna e la sua testa, almeno fino a un paio di anni fa. Poi, a maturazione almeno apparentemente sopraggiunta, ci hanno pensato i muscoli a porre una barriera dinanzi a Recoba. Adesso vuole andarsene, perché non gioca e non riesce a capire che scendendo in campo ora farebbe male a se stesso, viste le condizioni per forza di cose precarie, dopo tre infortuni in meno di una stagione. Spero non fugga via, perché ogni tanto mi piacerebbe vedere ancora il suo tiro mancino. Se a Moratti togliamo Recoba, altro che gesti dell'ombrello o litigate al bar sotto casa. Ci tocca andar dietro al presidente in discoteca per non farlo sbronzare con Adriano.
h. 0.34 20/03/2007
NON E' UN CASO
ibracruzmilan2007Ho atteso del tempo dopo Valencia, così ho fatto nel derby. In realtà avrei voluto scrivere di questa stracittadina circa trenta secondi dopo il fischio finale, ma il lavoro chiamava già da un po' e la sera è arrivata assieme alla stanchezza. Spossato non solo dalle fatiche del mestiere, ma anche da quelle del tifoso, che in due ore hanno risucchiato energie a profusione, voce compresa. L'urlo è arrivato, pur sapendo che Ibrahimovic non sarà mai come il Ronaldo del '97-'98, così come il brasiliano non arriverà mai a quella copia di se stesso. Purtroppo un pallone gli è ancora sufficiente per cambiare il corso di un tempo. Il primo, nel quale già l'Inter meritava ben altro. La superiorità nerazzurra sta nel riuscire a vincere una partita in cui tutto va storto, con due infortuni in 45' e il peggior Crespo della storia, un rigore negato, un Gattuso che vede il 2-0 e saluta il derby dal basso delle sue scarse capacità tecniche. Da quel pallone che finisce a lato di un soffio di vento, comincia un'altra partita e non è un caso che sia Cruz a rigirarla a proprio favore. Ha ragione chi parla di rimpianti in fondo alla vittoria, dei "se" rubati dal non sapere cosa sarebbe successo con Cruz a Valencia dall'inizio. O con un altro Ibra. Con un altro Stankovic no, perché anche nel derby si è visto che il serbo è in riserva. Può capitare. Insomma, questo successo ce lo stiamo meritando alla grande e attendiamo con fiducia che anche il Trofeo della coccardina a cerchio si mostri nel suo ultimo atto. Fanculo la Coppa dalle grandi orecchie, se non la vincono i nostri recenti avversari e colleghi di città. L'en plain esiste solo per chi gioca con tutti gli uomini tutto l'anno. Non è successo. Non ancora.
h. 0.03 12/03/2007
PECCATO, MA SOTTO CON I CUGINI
crespomilan2006Meglio la mente fredda e il piede caldo. Al Cruz di Valencia è mancato il binomio, mentre a Mancini è venuta meno la prima componente e Ibra non ha trovato in Europa quello che ha da tempo ottenuto in Italia. Non vorrei essere riduttivo, ma se il calcio è fatto di episodi tant'è. Il catino spagnolo ha vinto senza doversi sforzare più di tanto, visto che prima di Stankovic non c'era in formazione un giocatore offensivo, in una partita che andava vinta o pareggiata con tanti gol. Non voglio prendermela con l'allenatore, che ha più pregi che difetti e che manterrei ben saldo sulla sua panchina. Mi dà solo molto fastidio che i cugini festeggino una qualificazione contro una squadra che non è stata civilizzata dal calcio come lo intendiamo noi (non dal 1967 in poi) e che un ex presidente del Consiglio si bei di essere favorito per la vittoria finale. Senza che lo sia, guardare le quote SNAI per credere. Comunque, sono patriottico e spero che un'italiana vinca la Coppa. Quindi si tifa Roma.
Intanto, di derby, arriva quello vero. Si parla di fischietti, di una contestazione civile. Ma forte e assolutamente sacrosanta. E poi, visto che dobbiamo sperare nella Roma, un pensierino anche a Lazio, Fiorentina e Palermo facciamolo. Si sa mai che Galliani risparmia i 500 mila euro che deve al Real Madrid se centra i preliminari.
h.13.46 10/03/2007
COME IL DERBY
stankovicvalencia2004Ogni tanto parla inutilmente in terza persona, ma devo dire che non dice propriamente delle stupidaggini. Servirà un'Inter da derby, dice Materazzi. Servirà anche uno stomaco del tifoso nelle stesse condizioni: ansia, emozioni nascoste, il fischio d'inizio, un respiro enorme alla Kiwane Garris prima del tiro libero. Tanti dubbi da celare mentre si guarda lo schermo. Tanti, tanti, tanti. Forza ragazzi. Incendiamo l'inferno.
h.12.02 06/03/2007
MAGIE DI IBRA, PRO E CONTRO
ibralivorno2007Livorno 1-Ibra 1 e 1/2. Risultato finale. L'altro mezzo ce l'ha messo Cruz, che a fare da complemento non si fa tanti problemi e forse per questo riesce come pochi nel suo intento. Un Ibra così fa sperare per gli eventi futuri, ma negli angoli reconditi del mio ottimismo riesco a sperare anche guardando Maxwell, che per Valencia è a malapena convocato. Il problema principale dell'essere geni è la natura fuori dal mondo che genera le azioni compiute. Anche un genio ha la sua psicologia e ha bisogno di sbloccarsi dai complessi. Ibra vuole quel pallone dorato assegnato in inverno da un manipolo di fortunati (di essere giudicati esperti senza necessariamente esserlo), ma per averlo non può uscire agli ottavi di finale della massima competizione europea. Non gli basterebbe neanche fare quaranta partite in campionato come quella di oggi. Lo svedese lo sa, il tifoso che vede al di là del proprio naso lo sa. Mancini lo sa. Come sa che Adriano gli avrebbe fatto comodo, se fosse stato il giocatore che potrebbe essere grazie ad un altro cervello. Meglio che faccia qualcosa anche lui al Mestalla, prima che Moratti decida di non urlare più certi improperi all'arbitro per risparmiare quelli da gridare a lui. A quel punto mi sa che non riderebbe più come al Picchi. Né il presidente, né tantomeno il giocatore.
h.23,24 03/03/2007
AH, CHE SARA' CHE SARA'
crespoudinese2007Ho la febbre da martedì. Stamattina, all'alba del terzo giorno passato a letto, avevo ancora 39. Sarà la Champions? Sicuramente non è il campionato, magari il 17 che porta sfiga ma francamente prima o poi ci si doveva fermare. Con Burdisso piazzato a centrocampo, che ha fatto il suo lavoro sporco ma non ha i piedi per fare quello pulito del geometra, con Figo in forte calo e Ibrahimovic che sembra un po' tirare il freno, l'arcigna Udinese ha portato via un punto. Sarà l'unica squadra, in questo campionato, a poter dire di non aver perso contro l'Inter nella stagione in corso. Discorsi "caressiani" a parte, i friulani sono fisicamente prestanti ma con l'Inter titolare ce li saremmo mangiati. Resta un po' di preoccupazione. Si sa, di venere e di marte non ci si sposa e non si parte. Invece noi abbiamo la trasferta, al momento, più importante della stagione. Viste le ultime sfighe, un ricorso a cornetti e quant'altro non ci farebbe male. Magari non servono, ma almeno non rimane il cruccio. Eduardo insegna: credere alla scaramanzia è da fessi, ma non crederci porta male.
h.20.15 01/03/2007
CINQUE, MA ANCHE DUE
cruzcatania2007Potevamo farne dieci, il che mi conforta. Potevamo prenderne zero, ma solo se Cordoba non giocasse nell'Inter, e questo mi fa sperare un po' meno. Nel frattempo sono caduti sul campo di battaglia due giocatori. O meglio uno era già caduto e adesso sappiamo che ne avrà per un mese e mezzo e l'altro ha fatto la stessa fine. Solari è un altro rispetto alle sue prime apparizioni in nerazzurro e lo avevamo capito, però non è la stessa cosa per un centrocampo che vince tutti i confronti a livello muscolare e che adesso dovrà reinventarsi più tecnico. Il campionato ormai non è più un banco di prova, se non per testare la tenuta atletica. La superiorità è innanzitutto mentale e nel caso del Catania il provvedimento post-Raciti ha tolto ad una squadra la cui forza era il pubblico di casa la possibilità di poterne usufruire. Quanto a Adriano, mi tocca ritornare sul mercoledì di Coppa e sulle scelte di Mancini: la scelta di Crespo non era sbagliata, era obbligata. I 20' giocati dal brasiliano a Cesena hanno confermato che qualcosina non funziona. Se io sapessi di aver fatto ciò che ha fatto lui come minimo spaccherei la porta a cannonate.
h.0.58 26/02/2007
POSSO SCEGLIERE SU COSA INCAZZARMI
cambiassovalencia2007Che non fosse una gran giornata l'ho capito una volta giunte le notizie dal Senato della Repubblica, ma diciamo che ho mantenuto la calma. E poi si dice sempre che non si può criticare l'allenatore per un errore. Secondo tale principio non vi dirò che le scelte di Figo e Crespo dall'inizio non hanno pagato (e che una volta relegato in panchina Adriano perderà fiducia e ci vorranno altri due-tre mesi per recuperarlo). Non vi accennerò al fatto che a cinque minuti dalla fine, sul 2-1 e con Figo e Stankovic in forte carenza d'ossigeno, avevamo ancora un cambio da spendere, il quale è stato effettuato dopo il pareggio di Silva apportando una modifica che sarebbe stata utile se avessimo mantenuto il vantaggio, ma che sul 2-2 non voleva dire granché. Non volevo dirvelo, ma ve l'ho detto. Anzi, volevo proprio farvelo sapere in realtà. Volevo informarvi di come ho visto la squadra fino al palo di Ibrahimovic e dopo l'1-1: scevra da quella sicurezza che in campionato ci ha fatto abbattere i panzer a colpi di cerbottana. Il Valencia non è il Celtic, qualche esponente fra i media a noi avversi ci ha fatto credere questo e ci siamo cascati in pieno. Non dobbiamo credere a chi ci vuole infinocchiare vendendoci una partita n cui "avremmo meritato di più ma non abbiamo vinto", perché Villa si è mangiato il possibile pari già nel primo tempo e Figo ha salvato sulla linea un gol fatto e questo a prescindere dallle altrettante occasioni fallite da Ibrahimovic e Crespo. Ci vediamo tra due settimane, ma c'è poco da stare allegri, soprattutto senza Vieira (e Cambiasso?)...
h.0.49 22/02/2007
HO QUARANT'ANNI, QUALCHE ACCIACCO...
baggio
Alle 0.10 del 18 febbraio, in ritardo di qualche minuto sulla tabella di marcia, lascio il mio doveroso tributo alla chioma più famosa del calcio italiano post-Spagna '82. Non che dal dopoguerra fino al Mundial ci fossero stati giocatori altrettanto famosi per la loro presenza scenica. Baggio ha lasciato ai posteri tante cose, troppe per poterle condensare in un qualsiasi tributo. Tra queste le polemiche sulla sua figura scomoda per alcuni e sublime per altri. La sua fama di protagonista in ogni senso, in ogni modo. Quello che fa parlare di sè in qualsiasi posto lo si metta, campo o panchina. Baggio il buddista, che a 37 anni si rialza da terra in assenza di menischi mancanti e in due mesi è di nuovo in campo. Tra palco e realtà, scorrendo le pagine di un album che parte a Vicenza, passa per Firenze e Torino acuendo una rivalità che ancora oggi risente dell'eco di quel trasferimento. Si toglie di dosso la polvere dei successi mancati e raggiunti e percorre due volte la via di Milano passando sotto le Torri, nella sua stagione più prolifica. Raccoglie applausi ovunque, unico personaggio in grado di non creare rivalità tra le due sponde del Naviglio indossando entrambe le maglie (forse insieme a Crespo). E poi Brescia, a illuminare lo stivale dimenticandosi che la pensione è vicina. Baggio è l'Italia che calcia al di fuori di ogni confine, nel Giappone che lo ha tentato invano, nella Francia che vince un Mondiale per tanto così (quanto quella girata al supplementare che finisce fuori di un soffio). Baggio è Baggio. Quarant'anni, qualche acciacco e troppo schifo (nel pallone di oggi) per poter dimenticare...
h.0.23 18/02/2007
MI MANCANO CERTE EMOZIONI
burdissocagliari2007Si capisce che la partita non mi faccia venire i brividi quando l'unico sussulto arriva a metà primo tempo, su una magia balistica dello svedese meno svedese del mondo. Non mi fraintendete, sono contento che si allunghi la striscia, che Julio Cesar faccia una sola parata in 90', che Burdisso si confermi un bell'acquisto a distanza di un paio d'anni dal suo approdo a Milano e via dicendo. Però ho bisogno di sentire la paura del pallone che avanza verso la nostra porta, l'emozione di un urlo che non sia troppo scontato. Mercoledì c'è una partita nella quale non possiamo più pensare di giocare a titic e titoc, perché la soggezione che ha attanagliato Capone ad inizio partita allorché si è presentato al cospetto di Julio Cesar, probabilmente non assalirà il cuore di Morientes. Ho fretta di sentire un inno solenne. E di non pensare ad un uomo sovrappeso che è passato da Siena questo pomeriggio.
h.22,54 17/02/2007
GALLERIA
adrianochievo2007Anche la mia connessione a internet è rimasta tramortita dalle quindici vittorie consecutive. O forse dal tiro di Adriano, non lo so. Sta di fatto che il brasileiro un gol del genere non lo faceva da più di un anno. Aveva già segnato in questo 2007 e aveva chiuso l'anno appena passato con il suo primo gol in campionato, ma erano tutte realizzazioni annoverabili nel limbo delle "reti normali". Questa perla a Chievo, che per certi versi ne ricorda un'altra al Bentegodi di Dalmat, con effetto opposto del pallone, rispolvera la vecchia "Galleria di opere d'arte Adriano", che aveva chiuso per ferie svariati mesi fa. Ultima apertura prima di domenica, una magistrale punizione a San Siro (Inter-Ascoli 1-0). Per capirci, era dicembre... del 2005.
h.22,51 14/02/2007
CAMBIERA', MA FORSE NO...
catania
Pochi giorni fa, in una delle mie uscite lavorative, mi è capitato di conoscere quel grande italo-brasiliano che è Darwin Pastorin. "Ronaldo al Milan - mi diceva - è segno di un calcio nel quale non mi riconosco. Il calcio per il quale io andavo allo stadio era quello degli Anastasi, dei Riva. Un calcio diverso anche per altri aspetti. Nel quale il caso Paparelli ebbe una eco eccezionale perché rappresentava un caso straordinario".
Un razzo, un morto all'Olimpico. Riposa in pace, mentre noi ripuliamo questa merda.
Passa una decade. Heysel. Trentanove morti. Il calcio inglese fuori dalle coppe per cinque anni. Ma adesso cambia tutto. In Inghilterra.
Passa un'altra decade. Il cuore ha smesso di battere. "Spagna" è morto. Fuori da Marassi c'è un silenzio di tomba ed è proprio il caso di dirlo. Fermiamo tutto per una giornata. Ma qualcosa cambierà...
Passa l'ultima decade. Filippo Raciti è morto. Fermiamo tutto a tempo indeterminato. Si vede che Pancalli non viene dal mondo del calcio. Ma qualcosa cambierà. O forse no. A meno di ventiquattro ore di distanza ci sono Lotito e Matarrese che sbraitano in tv. No, credo proprio che non cambierà nulla.
Io sono tra quelli che hanno vomitato guardando il luglio atroce di una Genova devastata dalla parte malata della legalità made in Italy. Ma non per questo penso che siamo 1-1 e palla al centro. Anzi, direi che siamo 0-2 e ci avviamo verso una goleada.
h.1,35 04/02/2007
EX BAMBINO D'ORO
ronaldolazio
Chissà, forse ha ragione Materazzi. Largamente primi in campionato, finalisti di Coppa Italia, agli ottavi di Champions League. Ma che ci frega a noi di quello che succede al di là del Naviglio? A lui quello che dice Materazzi non interessa, a noi dovrebbe interessare ancor meno ciò che accade a lui. Eppure ci interessa. Eccome. So anche perché: lo abbiamo idolatrato, aspettato, pianto, visto morire e rinascere senza essere più lui. Adesso speriamo tutti che non lo sia davvero, visto che per cinque anni a Madrid ha mostrato solo sprazzi di ciò che era. Ho una sola certezza: non tornerà mai quello di Barcellona e del primo anno in nerazzurro e di questo dobbiamo ringraziare Francia '98. Intanto prepariamo i pomodori nel derby e i coriandoli per la finale del Trofeo nazionale, che derby non sarà (Grazie Roma). Se è vero che questa è la Coppa Mancini...
h.19,54 02/02/2007
TESTA O CROCE?
maiconsampdoria2007Potrei metterci una congiunzione semplice al posto della disgiuntiva, ma a quel punto dovrei togliere il punto di domanda. Marco Materazzi è l'unico giocatore al mondo che può beccarsi un'ammonizione per aver protestato, vivacemente sì ma in maniera provocatoria no, per un fallo subìto da un compagno, beccandosi poi una testata da un avversario e i successivi fischi del pubblico a lui avverso. E allora la domanda scompare e rimane l'affermazione: testa e croce. Una croce bella grossa, che il centrale nerazzurro ha rischiato di mettere su Inter-Roma. Tra i "più" incassiamo anche un parziale di due vittorie su due e il cinque a zero nelle segnature al termine del secondo confronto (su tre) in una settimana con la Samp. Per il resto, pazienza e gioco.
h.1,02 29/01/2007
TREDICI
adrianofiorentina2007L'Inter ha fatto tredici. Non è una schedina del totocalcio, tanto amato una volta e così vituperato ai giorni nostri. E' un campionato, ciò su cui la schedina si basa. Ci fosse ancora la mania per il 13 miliardario, i nerazzurri sarebbero una certezza, una doppia in meno da spendere nel sistemone. La paura dura nove minuti, il tempo di illudere Toni e compagni. Che infatti sono neri di rabbia e ne sparano qualcuna di troppo a fine partita. Va bene il fallo di reazione di Ibra, qualche intervento di Burdisso non sanzionato, ma non si capisce proprio perché nell'analisi di una brava persona come Prandelli manchino all'appello una gomitata di Toni, un calcio sullo sterno di Vieira recapitato da Liverani e un paio di situazioni in area viola da rivedere. Come il terzo gol, forse un non-gol. Una cosa è certa: il guardalinee la sicurezza della sua scelta difficilmente ce l'avrà mai.
h.0,28 22/01/2007
TORINO, ANALISI IN DUE PARTI
adrianotorino2007PARTE I: come The Wall, diviso in due cd, con la stessa fine e pensando ad un mondo ancora da rendere colorato secondo i propri gusti cromatici (a tinte nerazzurre). Per ora, racchiuso in una metà di stagione calda come il falso inverno che ci ha colto, ricaviamo solo sensazioni di schiacciante armonia. Con il ritorno di un ballo sudamericano (un samba possente, da Imperatore che non vuole essere colonizzato dalle brutalità del pallone filo-britannico); con la prestanza di una mediana disegnata con geometrica precisione ed egiziana possanza, guidata dal cavaliere senza macchia e senza paura, capitano di ventura dritto sul cassero; con le magie delle arti marziali unite alla freddezza glaciale di stampo scandinavo. E con tanto altro ancora da mostrare, sull'inno alla gioia di una nona imponente in termini di unità di punto, a sancire un vantaggio su chi insegue in affanno.

PARTE II:  se la prima fetta della torta vi è sembrata troppo dolce, come pragmatismo non vorrebbe, nella seconda la vostra vena di lettori dalla praticità quotidiana verrà maggiormente soddisfatta. Il  mio giudizio, cari signori, cadrà su di voi, che lo vogliate o no...
Julio Cesar voto 6.5: inizio in salita, con i trucchi di Mascara un po' indigesti. Il derby fa da spartiacque alla sua prima metà di stagione, perché ne prende tre ma ne evita altrettanti e altri ancora ne salva andando avanti nelle presenze. Respinge due rigori davanti al pubblico amico e la Scala, ammirata, gli tributa il giusto applauso.
Maicon voto 7: gioca bene due partite e penso che sia un buon vice-Zanetti. Quando arriva a cinque-sei comincio a rendermi conto che questo è il miglior vice-Zanetti dall'arrivo in nerazzurro dell'attuale capitano. Alla decima gara su alti livelli e constatando il conseguente spostamento a centrocampo del numero 4, mi viene da pensare che se riesci a convincere l'allenatore che Zanetti si deve spostare da lì sei veramente un bell'acquisto.
Materazzi voto 8: se a via Durini avessero immaginato che un rinnovo di contratto (con relativo aumento di stipendio) avrebbe potuto lasciarci in eredità un Materazzi così, probabilmente il prolungamento sarebbe arrivato prima. E' una battuta, quella Coppa alzata a luglio è valsa molto di più per la sua sicurezza. Scusate se me la tiro un po', ma era da un anno che non capivo come Cordoba potesse giocare al suo posto.
Cordoba voto 6: allo stesso modo, non riesco a capire come il colombiano possa essere titolare ancora adesso, a scapito non solo di Samuel, ma anche di un Burdisso in versione super. Tanto di cappello per un giocatore legatissimo a questi colori, ma Roma a parte non ci sono avversari che ne hanno sofferto le prestazioni.
Grosso voto 5.5: per il calcolo delle probabilità, qualcuno doveva pur deludere. Appunto.
Zanetti 7: per la stessa ragione, anche quest'anno mi aspettavo l'ennesima stagione coi fiocchi del capitano, che il suo annus horribilis l'ha già avuto nell'era Tardelli. Per uno come lui due stagioni senza brillare nel corso di una carriera sarebbero state troppe.
Cambiasso voto 6.5: pronti via e ne segna due (con assist a Ibra di contorno) alla Fiorentina. Si spacca, torna, si rispacca subito nella gara più inutile del mondo, rivede il campo mesi dopo e fulmina la Lazio. Eletto già da oggi come futura bandiera.
Vieira voto 6.5: è difficile capire, dopo che hai giocato nella Juventus, c